Il Consiglio federale presenta il rapporto sulla tassa d’immigrazione
Bern, 06.05.2026 — Il Consiglio federale ha esaminato in un rapporto tre modelli per un’eventuale tassa d’immigrazione che, senza modificare la Costituzione, sarebbe realizzabile soltanto come tassa d’incentivazione, a condizione di ridistribuirne interamente i proventi alla popolazione e all’economia. La tassazione di cittadini provenienti dall’Unione Europea (UE) e da Paesi dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) non sarebbe compatibile con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) concluso con l’UE. Il rapporto che il Consiglio federale ha elaborato su incarico del Parlamento e adottato nella seduta del 6 maggio 2026, attira l’attenzione sui notevoli ostacoli giuridici e l’assenza di un beneficio economico comprovabile.
Il rapporto analizza tre diversi modelli di tassa d’immigrazione. Per poterla introdurre sarebbe necessario modificare la Costituzione federale. Concepita invece come mera tassa d’incentivazione, essa potrebbe fondarsi sulla Costituzione. A tal fine sarebbero necessari una distribuzione totale dei proventi alla popolazione e all’economia e un reale effetto di incentivazione della tassa.
In alternativa a una tassa d’immigrazione, il rapporto delinea delle strategie per una gestione indiretta dell’immigrazione, ad esempio un fondo volto a sfruttare meglio il potenziale indigeno di manodopera.
Il rapporto rileva inoltre che una tassa d’immigrazione per i cittadini UE/AELS è incompatibile con l’ALC. Inoltre, nel caso dei familiari sarebbe potenzialmente in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Non vi sono inoltre prove che una tassa d’immigrazione apporti un beneficio economico.
Le tasse d’immigrazione sono poco diffuse a livello internazionale, pertanto nel suo rapporto il Consiglio federale non ha potuto basarsi su esperienze all’estero. Molti Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico impostano il loro sistema d’immigrazione in modo da poter reclutare la manodopera necessaria e attrarre lavoratori stranieri in periodi di carenza di personale qualificato. Con il rapporto, il Consiglio federale adempie il postulato Caroni 23.4365.
