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Comunicato stampaPubblicato il 12 agosto 2026

Il Consiglio federale ratifica un accordo sul riconoscimento degli attestati di maturità professionale con il Liechtenstein

Berna, 12.08.2026 — Il 12 agosto 2026 il Consiglio federale ha approvato la firma di un accordo con il Liechtenstein sul riconoscimento reciproco degli attestati di maturità professionale. Questo accordo integra quello del 2014 sul riconoscimento dei titoli della formazione professionale di base. La firma è prevista a breve e l’accordo entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.

Da alcuni anni il Liechtenstein rilascia un proprio attestato di maturità professionale in diversi indirizzi, basandosi in gran parte sui programmi quadro d’insegnamento svizzeri. L’accordo crea condizioni stabili e durature per garantire il riconoscimento degli attestati di maturità professionale fra i due Paesi. Inoltre, tiene conto della posizione particolare del Liechtenstein nel sistema formativo svizzero, dove è ospite permanente dell’assemblea plenaria della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione e membro ospite della Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU).

In Svizzera, chi consegue la maturità professionale deve conoscere due lingue nazionali, motivo per cui il riconoscimento dell’attestato di maturità del Liechtenstein è subordinato alla presentazione di un certificato che comprovi la conoscenza di una seconda lingua nazionale, oltre al tedesco e all’inglese. In Liechtenstein, l’attestato di maturità svizzero è riconosciuto senza condizioni.

I due Paesi hanno all’attivo già numerosi accordi nel settore ERI, fra i quali va ricordato in particolare quello del 2014 sul riconoscimento degli attestati federali di capacità (AFC) e dei certificati federali di formazione pratica (CFP). Questo nuovo accordo completa quanto previsto in materia di riconoscimento, valorizzando il percorso della formazione professionale e tenendo conto degli obiettivi della Confederazione per quanto riguarda il plurilinguismo. In aggiunta a ciò, sottolinea l’importanza della mobilità internazionale e della permeabilità fra i due sistemi formativi.

Le 33 prese di posizione, tutte favorevoli, giunte in risposta alla procedura di consultazione (2 febbraio – 11 maggio 2026) hanno dimostrato l’ampio consenso di Cantoni, partiti politici, associazioni di categoria e altre cerchie interessate nei confronti dell’accordo.