Possibili misure per promuovere la proprietà di abitazioni: rapporto del Consiglio federale
Berna, 18.09.2026 — In Svizzera acquistare un’abitazione è diventato sempre più difficile. Il 18 settembre 2026 il Consiglio federale ha approvato il rapporto «Promozione della proprietà di abitazioni: analisi della situazione», dal quale emerge che un’ulteriore promozione della proprietà immobiliare da parte dello Stato non farebbe altro che incentivare la domanda e contribuire a far lievitare i prezzi.
Il postulato 23.4323 della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha incaricato il Consiglio federale di esaminare diversi strumenti per promuovere la proprietà abitativa ad uso proprio. Alla base della richiesta la sempre maggiore difficoltà di accesso a questa tipologia di alloggi: la quota delle abitazioni in proprietà è infatti in calo e nel 2024 ammontava al 35,7 %. L’acquisto di un appartamento risulta particolarmente oneroso per le giovani famiglie che non possono contare su un’eredità né su un acconto della quota ereditaria.
Secondo l’articolo 108 della Costituzione federale, la Confederazione ha il compito di promuovere l’acquisto di abitazioni di proprietà. Il rapporto prende in esame diversi strumenti valutandoli in particolare in termini di adeguatezza, impatto sui prezzi, fabbisogno finanziario e ripercussioni sul consumo di risorse.
La promozione diretta farebbe aumentare ulteriormente i prezzi
Il rapporto evidenzia che un ampio sostegno pubblico non facilita necessariamente l’accesso alla proprietà abitativa. Se, grazie agli aiuti statali, le famiglie dispongono di maggiori risorse finanziarie per l’acquisto di un immobile senza che venga creato nuovo spazio abitativo ciò può determinare un ulteriore aumento della domanda e, di conseguenza, dei prezzi, vanificando così gli effetti di una parte dei fondi stanziati.
Inoltre, un finanziamento diretto da parte della Confederazione comporterebbe costi elevati. Ad esempio, se ogni anno venissero finanziati 1000 immobili di proprietà con mutui del valore medio di 100 000 franchi, a lungo termine sarebbero necessari circa un miliardo di franchi di fondi federali. Pertanto, un sostegno diretto così ampio sarebbe fuori discussione anche per ragioni di politica finanziaria.
Il Consiglio federale punta su miglioramenti mirati
Nei limiti del possibile, gli incentivi statali dovrebbero sostenere soltanto quelle famiglie che, senza tale sostegno, non potrebbero acquistare un’abitazione di proprietà.
Inoltre, bisognerebbe che questi incentivi non provochino un aumento dei prezzi degli immobili e che favoriscano un uso parsimonioso del suolo e della superficie abitativa.
Recentemente la Confederazione ha approvato diverse modifiche che costituiscono misure indirette a favore della proprietà immobiliare e i cui effetti si vedranno soltanto in futuro. Tra queste figurano il cambiamento di sistema nell’imposizione della proprietà abitativa (abolizione del valore locativo), in vigore dall’inizio del 2029, e la possibilità, a partire da quest’anno, di effettuare versamenti retroattivi per gli anni mancanti del pilastro 3a (per finanziare l’acquisto di un’abitazione).
Il Consiglio federale intende quindi portare avanti soltanto miglioramenti mirati, ad esempio tramite la ridefinizione della promozione della proprietà abitativa nelle zone rurali. Attualmente è possibile ottenere mutui per alloggi nelle zone rurali sia tramite la fondazione «Schweizerische Stiftung zur Förderung von Wohneigentum» (SFWE) sia tramite gli aiuti strutturali dell’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG). L’obiettivo è quello di eliminare questa sovrapposizione di competenze e aumentare globalmente l’efficacia del sostegno.
