Rogo di Crans-Montana: le spese di cura dei pazienti italiani saranno prese a carico dalla Svizzera
Berna, 04.11.2026 — Considerate la portata e le ripercussioni del tragico incendio di Crans-Montana, nonché il sostegno fornito dall’Italia in occasione della catastrofe, il Consiglio federale ha deciso nella sua seduta del 4 novembre 2026 che la Svizzera rinuncerà eccezionalmente a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime assicurate in Italia.
In seguito al rogo del 1° gennaio 2026 a Crans-Montana, dodici vittime assicurate in Italia sono state sottoposte a cure mediche in Svizzera prima di essere trasferite in ospedali italiani. Viceversa, un ferito assicurato in Svizzera è stato curato in Italia. L’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE (ALC) disciplina le modalità di copertura delle spese dei pazienti da parte del sistema sanitario svizzero e di quelli europei. L’ALC prevede che, in linea di principio, ogni Paese si faccia carico delle spese resesi necessarie per le persone assicurate dal proprio sistema assicurativo e che hanno ricevuto cure in un altro Paese, ma prevede anche la possibilità per gli Stati contraenti di derogare a questo meccanismo.
Il Governo italiano ha proposto che l’Italia e la Svizzera rinuncino reciprocamente a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime dell’incendio assicurate nell’altro Paese. In attesa di un accordo tra i due Paesi, l’Istituzione comune LAMal (IC LAMal) – che finanzia la copertura delle spese di cura dei pazienti svizzeri in Europa o dei pazienti europei in Svizzera – ha sospeso temporaneamente la richiesta di rimborso nei confronti del Ministero della Salute italiano.
Dopo varie discussioni tra l’Italia e la Svizzera, il Consiglio federale ha deciso, in occasione della sua seduta del 4 novembre 2026, di rinunciare a titolo eccezionale al rimborso di queste spese mediche, che ammontano a circa 1,5 milioni di franchi. In virtù delle competenze conferitegli dalla Costituzione federale (art. 184 cpv. 1 Cost.), nel settore degli affari esteri il Consiglio federale ha la possibilità di stanziare aiuti finanziari una tantum senza base legale specifica. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha informato della decisione la presidente del Consiglio dei ministri italiano Giorgia Meloni. Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite.
Subito dopo il rogo, la Svizzera ha beneficiato di un aiuto rapido, senza burocrazia e gratuito da parte dell’Italia e di diversi Paesi europei per la cura o il trasporto all’estero dei feriti, nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM). Per il Consiglio federale, la decisione di rinunciare al rimborso di queste spese mediche si inserisce in un’ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine della Svizzera per la solidarietà ricevuta.
