Il consigliere federale Beat Jans firma l’accordo PNR con il commissario europeo Magnus Brunner
Bruxelles, 05.03.2026 — Il 5 marzo 2026 il consigliere federale Beat Jans ha partecipato a Bruxelles a un incontro dei ministri della giustizia e degli interni dell’UE (Consiglio GAI). A margine dei colloqui, il consigliere federale Jans e il commissario europeo agli affari interni e alla migrazione, Magnus Brunner, hanno firmato l’accordo tra la Svizzera e l’UE sullo scambio dei dati dei passeggeri aerei (Passenger Name Record PNR). Grazie all’accordo, la Svizzera riceverà i dati PNR dello spazio UE e potrà utilizzarli. Questi dati rappresentano per la polizia uno strumento fondamentale nella lotta al terrorismo e ad altre gravi forme di criminalità come la tratta di esseri umani.

Il consigliere federale Beat Jans e il commissario europeo Magnus Brunner si sono incontrati a margine del Consiglio GAI a Bruxelles per firmare l’accordo tra la Svizzera e l’Unione europea sul trasferimento dei dati dei passeggeri aerei (Passenger Name Records, PNR). L’accordo disciplina l’inoltro dei dati PNR dalle compagnie aeree dell’UE alla Svizzera, il trattamento di tali dati da parte del nostro Paese e lo scambio di informazioni tra le unità d’informazione sui passeggeri (UIP) istituite negli Stati parte. Dette unità si occupano del trattamento dei dati PNR. La legge sui dati dei passeggeri aerei costituisce la base legale per la trasmissione dei dati da parte delle compagnie aeree svizzere agli Stati membri dell’UE. Il trattamento dei dati PNR è affidato alla nuova UIP istituita da Confederazione e Cantoni presso fedpol e probabilmente attiva dal 1° febbraio 2027.
Uno strumento importante per la sicurezza della Svizzera
L’impiego dei dati PNR costituisce uno strumento efficace nella lotta al terrorismo e ad altre gravi forme di criminalità come la tratta di esseri umani. Permette infatti di identificare già prima della partenza le persone, ricercate a livello nazionale e internazionale, che figurano nei sistemi d’informazione di polizia. Inoltre, i profili di rischio consentono di individuare persone sospette e reti criminali internazionali finora sconosciute alle forze di polizia e di adottare tempestivamente le misure adeguate. Infine, nel quadro dell’indagine, è possibile ottenere più facilmente e rapidamente informazioni sugli spostamenti di persone ricercate. Anche la protezione dei dati è garantita: chiare disposizioni di legge, una rigorosa limitazione dello scopo di utilizzo e meccanismi di protezione assicurano che i dati siano trattati solo nella misura necessaria e sotto controllo.
Cooperazione consolidata in materia di sicurezza nell’interesse della Svizzera
Lo scambio internazionale di informazioni e la cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia sono imprescindibili nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata internazionale, alla tratta di esseri umani e all’immigrazione irregolare.
I vari strumenti degli accordi di associazione a Schengen e Dublino e la cooperazione con Europol ed Eurojust rivestono un’importanza centrale per la sicurezza della Svizzera. Grazie a questa cooperazione, gli organi di polizia svizzeri dispongono di un accesso diretto alle banche dati di polizia internazionali come, ad esempio, il sistema d’informazione Schengen, ormai indispensabile per l’attività di polizia.
Come Stato associato a Schengen e Dublino, la Svizzera può controllare nella banca dati Eurodac qual è lo Stato di primo ingresso di un richiedente l’asilo, se quest’ultimo ha già presentato in un altro Stato domanda di asilo e se la domanda è stata respinta. Se la Svizzera non facesse parte del sistema Dublino, dovrebbe esaminare una domanda di asilo sebbene la persona l’abbia già depositata in un altro Stato Dublino il che comporterebbe per il sistema di asilo svizzero un notevole carico di lavoro supplementare.
Sulla base della sua associazione ai tratti di Schengen (sicurezza) e di Dublino (asilo), la Svizzera partecipa agli incontri dei ministri della giustizia degli interni dell’UE (Consiglio GAI).
