Progetto «Dissociazione 27»: la Confederazione e i Cantoni presentano un rapporto intermedio sulla ripartizione dei compiti
Berna, 24.04.2026 — Cantoni forti e indipendenti sono il fondamento del federalismo svizzero. La Confederazione e i Cantoni hanno pertanto concordato di esaminare congiuntamente la ripartizione dei compiti nell’ambito del progetto «Dissociazione 27». Il rapporto intermedio pubblicato in data odierna illustra proposte per una più chiara attribuzione delle responsabilità in materia di compiti e finanziamento nei vari ambiti politici. L’obiettivo è estendere i margini di azione dei vari livelli statali e rafforzare a lungo termine la funzionalità del federalismo. Il rapporto intermedio sarà ora posto in consultazione fino a inizio luglio presso la Confederazione, i Cantoni, l’Unione delle città svizzere e l’Associazione dei Comuni svizzeri.
Il progetto «Dissociazione 2027» è stato avviato congiuntamente dal Consiglio federale e dalla Conferenza dei governi cantonali (CdC) nel mese di giugno del 2024 e riveste una grande importanza istituzionale. Con il rapporto intermedio è stata raggiunta una prima tappa importante. I gruppi di lavoro congiunti della Confederazione e dei Cantoni hanno individuato per 21 settori di compiti diverse opzioni volte a riorganizzare la ripartizione dei compiti e le responsabilità finanziarie.
Il rapporto intermedio presenta una panoramica dei risultati che permette un dibattito aperto e contiene una proposta per l’ulteriore modo di procedere nella seconda fase del progetto. Secondo tale proposta, in tutti i settori in cui nella prima fase del progetto è stato individuato un certo potenziale di dissociazione la ripartizione dei compiti dovrà essere approfondita e concretizzata attraverso modelli di riorganizzazione. Ciò riguarda 14 settori di compiti, ovvero 17 settori parziali, in vari ambiti politici tra i quali la sicurezza, gli affari sociali, i trasporti e la formazione.
Il progetto rispetta il principio della neutralità di bilancio: se i compiti vengono trasferiti tra la Confederazione e i Cantoni, occorre trasferire anche le corrispondenti risorse finanziarie. Non si tratta di ridurre le uscite, ma di definire più chiaramente le competenze, rafforzando in tal modo l’ordinamento federalista dello Stato.
Il rapporto finale è previsto per il 2027
Nella seconda metà del 2026 il Consiglio federale e la CdC decideranno in merito all’ulteriore modo procedere, tenendo conto dei risultati della consultazione. Il rapporto finale è previsto per la fine del 2027. Esso concretizzerà le opzioni scelte nei rispettivi settori di compiti e ne illustrerà le ripercussioni finanziarie in una prospettiva globale. Inoltre, servirà da base per le successive decisioni della Confederazione e dei Cantoni e per l’eventuale elaborazione di un avamprogetto sulla nuova impostazione della ripartizione dei compiti da porre in consultazione.
L’ultima riforma del federalismo risale a 18 anni fa
Il federalismo in Svizzera è stato riformato in modo fondamentale l’ultima volta nel 2008, con la Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC). Oltre a una nuova impostazione della perequazione finanziaria, all’epoca i compiti furono dissociati in 17 settori e i principi federalisti di sussidiarietà ed equivalenza fiscale furono sanciti nella Costituzione federale. I risultati conseguiti con la NPC sono tuttavia sempre più messi alla prova: in un numero crescente di settori, compiti e finanziamenti mostrano sempre più interrelazioni. Di conseguenza, le competenze risultano in parte poco chiare, si creano dipendenze strutturali e gli oneri vengono trasferiti tra i livelli statali. Le interrelazioni indeboliscono la sovranità della Confederazione e dei Cantoni, rendendo più complesse le decisioni politiche – soprattutto quando le risorse finanziarie sono limitate e un livello statale deve stabilire delle priorità. Una ripartizione più chiara dei compiti può contribuire ad aumentare la capacità di azione dei vari livelli federali.
