Custodia alternata: il Consiglio federale raccomanda di non modificare la legge
Berna, 28.10.2026 — Il Consiglio federale ritiene che non sia necessario legiferare in materia di custodia alternata, poiché la legislazione in vigore è sufficiente. Nel parere del 28 ottobre 2026 l’Esecutivo chiede pertanto al Parlamento di non entrare in materia sul relativo progetto. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) propone, in adempimento di un’iniziativa parlamentare, di favorire la custodia alternata e quindi di disporla con maggiore frequenza anche in caso di controversia se è la soluzione più conforme al bene del figlio. La CAG-N ha presentato il pertinente progetto di modifica del Codice civile.
La custodia alternata prevede che dopo una separazione o un divorzio entrambi i genitori accudiscano il figlio alternandosi. Dall’entrata in vigore, nel 2017, del nuovo diritto in materia di mantenimento del figlio, l’autorità competente (giudice o autorità di protezione dei minori e degli adulti) è tenuta a valutare, in caso di controversia, la possibilità di disporre la custodia alternata se auspicato da uno dei genitori. Nel frattempo il Tribunale federale ha stabilito i criteri per disporre la custodia alternata in caso di controversia.
In adempimento dell’iniziativa parlamentare Kamerzin 21.449, la CAG-N intende ora sancire esplicitamente nella legge la giurisprudenza del Tribunale federale. Inoltre, secondo la CAG-N l’autorità che deve decidere in merito dovrebbe informare meglio i genitori circa la possibilità della custodia alternata e disporla in caso di controversia se è la soluzione più conforme al bene del figlio.
Scelta della forma di accudimento: il bene del figlio al centro
Nel parere del 28 ottobre 2026 il Consiglio federale ribadisce la convinzione, già espressa in passato, secondo cui non è necessario legiferare in materia di custodia alternata poiché la legislazione in vigore è sufficiente. L’Esecutivo si basa su quanto esposto nel rapporto del 24 aprile 2024 in adempimento del postulato Silberschmidt 21.4141, che analizza la questione in modo approfondito sulla base di una valutazione ed esclude la necessità di intervenire.
La maggior parte dei genitori riesce ad accordarsi sull’accudimento dei figli dopo la separazione o il divorzio. Per la scelta della forma di accudimento e quindi anche per la decisione di far vivere il figlio a ritmo alternato presso entrambi i genitori, risultano determinanti soprattutto la situazione personale e le condizioni quadro sociali; in caso di controversia occorre trovare la soluzione più conforme al bene del figlio. Poiché già oggi è obbligatorio valutare la custodia alternata se richiesto da uno dei genitori, il Consiglio federale chiede al Parlamento di non entrare in materia sull’iniziativa parlamentare e raccomanda di non procedere alla revisione proposta.
Risoluzione consensuale dei conflitti e protezione dalla violenza domestica
Secondo il Consiglio federale è invece necessario intervenire in altri ambiti strettamente correlati alla promozione della responsabilità condivisa dei genitori dopo la separazione o il divorzio. L’Esecutivo vuole pertanto rendere più moderna la procedura in materia di diritto di famiglia, misura con la quale s’intende fornire maggiore sostegno ai genitori in conflitto nell’organizzare la genitorialità condivisa dopo la fine della vita di coppia. La risoluzione consensuale dei conflitti rafforza il rapporto tra genitori e figli e favorisce il buon funzionamento della custodia alternata. Nella primavera del 2027 il Consiglio federale presenterà il relativo progetto da porre in consultazione.
Infine, la protezione di tutti i membri della famiglia dalla violenza domestica e sessualizzata è centrale nella valutazione e definizione dei diritti genitoriali. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia sottoporrà al Consiglio federale, presumibilmente nel primo trimestre del 2027, proposte per rafforzare la protezione delle vittime di violenza nel diritto civile e nel diritto processuale civile, affinché si tenga maggiormente conto di questo aspetto nelle decisioni riguardanti i diritti genitoriali.
